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Teatro e carcere in Europa ¬

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Il progetto

Il progetto promosso dall'Associazione Carte Blanche di Volterra (Italia) e diretto da Armando Punzo direttore artistico e fondatore e regista della Compagnia della Fortezza formata da oltre 40 detenuti attori del Carcere di Volterra, vede il coinvolgimento di alcune tra le più importanti strutture Europee che si occupano di Teatro e Carcere : Il Teatro Yeses di Madrid (Spagna), il Theatre de l'Opprimè di Parigi (Francia), il Riks Drama/Riksteatern di Stoccolma (Svezia), l'AufBruch di Berlino (Germania) e l'Escape Artists di Cambridge (Inghilterra). Il progetto vede inoltre la partecipazione della Newo s.r.l. di Firenze (Italia), struttura privata che si occupa di sostegno alle imprese , alle Associazioni no profit e alle pubbliche amministrazioni per la gestione dei progetti e le valorizzazione delle risorse umane.

Partner Istituzionali del progetto sono per l'Italia il Ministero dei Beni e Attività Culturali, il Ministero della Giustizia - Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, il Provveditorato Regionale di Firenze dell'Amministrazione Penitenziaria, la Regione Toscana, la Provincia di Pisa, il Comune di Volterra, la Casa di Reclusione di Volterra, la Cassa di Risparmio di Volterra ; per la Spagna il Ministerio del Interior - Direccion General de Instituciones Penitenciarias, il Botkyrka Kommun per la Svezia, le Mairie de Paris e il Penal Reform International per la Francia, il Kunst&Knast per la Germania,. Arts Council of England per l'Inghilterra.

L'attività teatrale nelle Carceri si è notevolmente sviluppata negli ultimi 10 anni. L'esperienza della Compagnia della Fortezza fondata da Armando Punzo nel 1988 nel Carcere di Volterra, ha rappresentato per gli importanti risultati conseguiti sia dal punto di vista artistico che dell'intervento sui detenuti, un'esperienza pilota che ha funzionato da capofila per altre esperienze che si sono via via costituite in altre regioni e in altre carceri anche in Europa.
Nonostante le molteplici e significative attività di teatro svolte nei diversi paesi e nonostante che il teatro in carcere sia attualmente considerato come una delle forme più diffuse di " risocializzazione", bisogna purtroppo riflettere sul fatto che nella maggior parte dei casi rimane pur sempre un "teatro invisibile" alla società.
Il grande fermento delle attività relative al teatro e carcere e il grande interesse che esse destano in svariati ambiti e a diversi livelli (Enti Teatrali, Istituzioni Pubbliche, organismi di formazione, etc.) si scontrano purtroppo quotidianamente con una legislazione attualmente inadeguata e con regole che restano inalterate nonostante i tempi, i bisogni e la cultura mutino profondamente e con grande velocità.
Vanno inoltre considerate le difficoltà fatte rilevare dagli operatori teatrali che lavorano nelle carceri a sostenere e promuovere una formazione adeguata con strumenti e metodologie sperimentate con successo con il lavoro svolto quotidianamente, nell'ambito del mondo Universitario e degli Enti di Formazione che sempre di più negli anni hanno dimostrato grande interesse ed una attenzione sempre crescente verso le prospettive progettuali con il mondo del teatro e carcere. Il legame, infatti, con il mondo della formazione professionale, diviene indispensabile per dare continuità alle esperienze esistenti oltre che per qualificare l'offerta formativa.
Lo sviluppo di queste forme di collaborazione porta infatti ad una apertura del carcere verso il mondo esterno, all'istituzione di modalità di scambio dentro/fuori, allo scardinamento delle regole rigidamente precostituite, al produttivo confronto con chi legifera e governa.
E' inoltre anche molto importante considerare la situazione degli ex detenuti che hanno seguito percorsi di formazione teatrale durante la detenzione: può l'attività teatrale intrapresa diventare una professione da spendere nel mondo esterno? Oppure può e in quale modo l'esperienza teatrale influire e facilitare la sua integrazione in un percorso professionale nella società?

Una attenta lettura dell'esperienza del teatro e carcere in Europa, l'analisi delle problematiche ad esso connesse e l'importante confronto con le diverse realtà sia teatrali che istituzionali che parteciperanno al progetto, costituiscono l'obiettivo e al tempo stesso l'ossatura di esso, nell'intento di creare un ampio spazio di riflessione visibile e costantemente attiva sulle condizioni del Teatro e Carcere in Europa e sui sistemi di riabilitazione e recupero delle persone carcerate.

La realizzazione di azioni comuni e coordinate tra i partner rappresentano il mezzo più adeguato e più efficace per affrontare situazioni diverse e complesse quali quelle previste dal progetto. La cooperazione governata tra i responsabili degli organismi interessati consentirà inoltre di poter contare su una varietà di esperienze, capacità e risorse che consentiranno di perseguire con maggiore efficienza ed efficacia gli obiettivi previsti dal progetto superando i limiti e le restrizioni che spesso il riferirsi ad un solo settore o ambiente o regione comporta. Un approccio di rete consente di creare legami, connessioni, interazioni e integrazioni fra i diversi attori e affrontare quindi sfide più complesse che vanno ad incidere sia sulle politiche che sui sistemi

Obiettivi del progetto
  • rendere visibile la condizione di isolamento delle persone incarcerate e mantenere quindi attiva la riflessione del mondo esterno su condizioni di marginalità ed esclusione quali quella della reclusione in carcere

  • integrare e consolidare le esperienze di teatro in carcere presenti in Europa al fine di individuare modelli di intervento e verifica comuni

  • analizzare le esperienze già realizzate nei paesi partner, individuare e selezionare le buone pratiche per diffonderle e aggregare altre esperienze

  • promuovere e sostenere percorsi di apprendimento e formazione professionale per i detenuti e gli ex-detenuti attraverso l'utilizzo di linguaggi non formali

  • promuovere la qualificazione professionale di categorie che già operano in connessione con le carceri quali: psicologi, assistenti sociali, guardie carcerarie

  • promuovere la formazione professionale di laureati in discipline quali: Scienze della Formazione, Psicologia, Sociologia, che intendono attuare percorsi professionali in ambiti connessi con il disagio creando un collegamento diretto tra le esperienze di apprendimento non formale (teatro in carcere) e l'Università (sistema formale);


Aspetti innovativi
  • La messa in rete e lo scambio di esperienze concrete di educazione degli adulti attraverso il teatro all'interno del carcere al fine di creare un modello comune di intervento che sia in grado di stimolare i sistemi carcerari a costruire modalità "riabilitative" e formative nei confronti dei detenuti ed ex detenuti con modalità comuni, condivise e verificabili dal punto di vista dell'efficienza e dell'efficacia

  • L'integrazione di esperienze di apprendimento non formale con i sistemi formali dell'istruzione e della formazione (esperienza del teatro in carcere e Università/organismi di formazione)

  • Il miglioramento della formazione nei contenuti e nei metodi soprattutto per quanto concerne le conoscenze e le competenze dei formatori al fine di rendere più efficiente ed efficace l' intervento formativo su fasce di popolazione particolarmente disagiate.

  • La trasferibilità del modello ad altri contesti e ad altri target.

    Attività di ricerca
  • Ricerca dei dati disponibili, materiali, documenti relativi alla situazione carceraria attuale in Europa relativamente alle metodologie adottate in ciascun paese per il "recupero" e riabilitazione dei detenuti

  • Ricerca dei dati disponibili, materiali, documentazione relativi alle attività di teatro e carcere in Europa

  • Realizzazione di interviste a testimoni privilegiati

  • Realizzazione di focus-group tra le diverse componenti interessate (carcere, operatori, Università, Enti Locali ecc.)

  • Selezione di case-study
    La ricerca ha come obiettivi quello di fare il punto delle stato dell'arte all'interno del sistema carcerario in Europa del sistema di recupero/riabilitazione dei detenuti ed ex detenuti e, attraverso la selezione delle buone pratiche, realizzare un modello comune di intervento e di verifica.

    Gruppi target
    • Detenuti e gli ex detenuti

    • Guardie carcerari e altro personale che opera nell'ambito carcerario

    • Operatori del settore sociale (assistenti sociali, psicologi)

    • Educatori, formatori

    • Operatori che lavorano nell'ambito della cultura (registi, attori, organizzatori di eventi, studiosi di teatro)

    • Responsabili di organismi di istruzione e formazione (Università, organismi per la formazione professionale)

    • Responsabili di istituzioni quali: Ministero della Giustizia e Magistratura


    Appuntamenti

    Gennaio 2005
    1° Steering committee, riunione di tutti i soggetti interessati, dei veri e propri Stati generali del teatro in carcere. Durante questo incontro gli operatori, i rappresentanti delle istituzioni e le strutture provenienti da tutt'Europa, si riuniranno per decidere le linee d'azione, i percorsi da seguire.
    Altri Steering committe sono previsti a settembre 2005 e febbraio 2006, e saranno dedicati all'analisi e alla valutazione dei risultati raggiunti.

    Ottobre 2005 -Seminario transnazionale
    Il seminario sarà articolato su 3 giorni. Si terrà in Italia e, avvalendosi dei risultati della ricerca , tratterà i seguenti temi: i problemi legati al recupero e alla riabilitazione dei detenuti nei sistemi carcerari in Europa, le esperienze di teatro in carcere e i risultati ottenuti tramite questi interventi, il "dopo" carcere, come queste esperienze di apprendimento non formale possono aiutare il reinserimento degli ex detenuti nella società sia da un punto di vista sociale che lavorativo. Il seminario sarà organizzato con relazioni in plenaria che saranno svolte da esperti provenienti dai paesi partner o, su indicazione, anche da altri paesi diversi dal partenariato e con gruppi di lavoro su tematiche specifiche. La sintesi dei lavori svolti nei gruppi sarà oggetto di una comunicazione in sede plenaria. Una sintesi dei risultati del seminario sarà pubblicata sul sito Web e inserita nel Cd-Rom.


    Marzo / Settembre 2006 - Attività di formazione
    Il progetto prevede la realizzazione, in ciascun paese partner, di 3 workshop della durata di 3 giorni ciascuno per un totale di 63 ore di formazione per ciascun paese partner.
    I workshop saranno condotti dal responsabile delle attività di teatro in carcere e da due esperti provenienti da due paesi partner.
    I workshop si articoleranno con modalità diverse in base alle specifiche caratteristiche e competenze delle strutture responsabili; si è comunque concordato con i partner come strategia comune quella di effettuare gli workshop il più possibilmente dentro la struttura carceraria.

    Specificità e ambiti e delle tematiche workshop nei diversi paesi

    Italia
    Carte Blanche - Armando Punzo
    20 anni di teatro in carcere - Metodi, risultati, trasformazioni e prospettive.

    Svezia
    Riksdrama /Riksteatern - Lars Norèn
    Drammaturgia e scrittura teatrale - Dalla reclusione alla messa in scena.

    Spagna
    Teatro Yeses - Elena Canovàs
    Teatro e Carcere - Il rapporto con le grandi istituzioni e prospettive di apertura.

    Inghilterra
    Escape Artists - Mattew Taylor
    Il teatro e carcere fuori e dopo il carcere - Esempi di organizzazione e di promozione

    Francia
    Theatre de l'Opprime - Ruy Frati
    L'arte nei luoghi del disagio - Strategie

    Germania
    AufBruch Kunst Gefangnis Stadt - Olger Syrbe
    Il teatro e carcere nel rapporto con le grandi strutture teatrali