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PRIME VARIAZIONI SUL TEMA: I CORPI, LE VOCI, LE MUSICHE E' come se avessimo sempre lavorato sull'Opera da tre soldi e che lo spirito di questo testo fosse presente, quasi a presagire il futuro destino della Compagnia della Fortezza, fin dall'inizio del nostro lavoro. E' come se avessimo sempre lavorato, malgrado noi, alla costruzione di un'immagine teatralizzata, da operetta, di una realtà culturale avvertita come pericolosa, per certi aspetti più drammatica, complessa ed inquietante. Mi riferisco non ai singoli spettacoli che si sono sottratti a questo rischio, ma all'immagine parallela che si andava costruendo su di noi. Ma si sa...l'Arte è sempre consolatoria, decorativa. Un titolo fulminante che descrive esattamente la nostra Opera. Mentre leggevo, pensavo che correvamo il rischio di essere ridotti, dagli altri, a personaggi di quell'Opera, peraltro superata, e che dovevamo sottrarci, denunciare, quello che sembrava essere -l'immagine- il doppio deformato, retorico e odioso di noi stessi. Brecht si meravigliava del successo dello spettacolo perchè mentre il suo intento era di attaccare la borghesia dell'epoca, si ritrovò a fare soldi e a conquistare Berlino. Un rischio questo, credo, che noi non correremo mai. Chi avrà mai il coraggio di pagare dei delinquenti e non degli attori che recitano i delinquenti? Si preferisce un'arte, al limite delinquenziale, che un delinquente che produce arte. La diversità, comunque, attira, intriga, incuriosisce. Brecht, quando arriva a descrivere il bandito Macheath, ci suggerisce che ai borghesi piacciono le storie di delinquenti, di banditi, perché attraverso un processo di distanziazione - direi molto opinabile - pensano che non saranno mai come loro. Le distanze si possono mantenere - si devono mantenere - anche attraverso una sorta di tolleranza buonista di cui siamo completamente invasi. La convinzione - forse la speranza? - è che un borghese non può essere un bandito. La sola differenza è, aggiunge ancora Brecht, che un bandito, un delinquente, a volte, non è un vile. Si sa che la viltà e l'ipocrisia hanno un posto privilegiato nella nostra cultura. Il buonismo e la tolleranza strumentale imperante, pur di mantenere lo stato delle cose, deforma, inghiotte e rielabora, a proprio vantaggio, qualunque cosa incontri sul suo cammino nella sua marcia trionfalmente demenziale. Ma alcuni degli aspetti più interessanti della Compagnia della Fortezza sono proprio il suo essere e non essere al tempo stesso, il suo essere - non - essere teatrale e la non facile adesione che il pubblico può mettere in campo nei confronti di quelli che gli risuonano dentro, comunque, come portatori di una diversità che difficilmente possono condividere fino in fondo.Detto questo ora non ci resta che prendere le distanze da tutto ciò e sprofondare, annullarci, annientarci, completamente attraverso il teatro e nel teatro. In queste Prime variazioni sul tema presenteremo i risultati di una ricerca sui corpi, le voci, e le musiche dell'Opera da tre soldi che sarà presentata nella sua forma definitiva nel luglio 2003, in occasione dei quindici anni della Compagnia della Fortezza. Armando Punzo prima rappresentazione Carcere di Volterra 22, 23, 24, 25 luglio 2002 |