|
|
Il lavoro nasce dall'esigenza di percorrere ancora "un'altra strada" nel tentativo disperato di raccontare la realtà, che si dimostra sempre più imprendibile e irreale. "Nei passati lavori su Brecht, denunciavamo l'impossibilità dell'essere umano ad immaginarsi aldilà dei propri limiti, facendo un lavoro anti-naturalista che denunciava il male insito nell'umanità in un clima di grande festa, un lavoro fatto essenzialmente sulla teatralità, sull'espressionismo e sui ritmi serrati. Lo scorso anno con "P.P.Pasolini ovvero elogio al disimpegno" ci siamo invece interrogati e chiesti se fosse giusto guardare sempre e solo al male che ci circonda. Il confronto tra la concezione del mondo di Brecht e quella di Pasolini, è ora il punto di partenza di questo nostro nuovo lavoro. Il nuovo mondo da immaginare, un altro punto. Quale uomo bisogna immaginare? E' ancora giusto immaginare un uomo come modello da voler imporre agli altri? Esiste l'uomo giusto ? E questo modo di agire non nasconde in fondo un rifiuto della realtà dell'uomo?E' possibile pensare che ci sia un uomo "naturale"? Forse possiamo solo muoverci tra i guasti del mondo, alla ricerca di qualcosa e qualcuno a cui affidare il ruolo di "Salvatore". Possiamo farlo solo come gioco, il grande gioco del mondo". Armando Punzo prima rappresentazione Carcere di Volterra 25, 26, 27, 28 Luglio 2005 |