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Lo spettacolo è il frutto di un laboratorio teatrale iniziato nel novembre scorso nel carcere di Volterra. Abbiamo cercato fin dai primi incontri con i partecipanti un obiettivo concreto e comune che desse un anima al lavoro da fare insieme, e così "quasi per gioco" siamo arrivati alla Cenerentola di De Simone. Il gioco era l'inizio del teatro, l'interpretazione di ruoli femminili, il camuffamento della propria voce, il canto come energia che si libera e il divertimento quasi serio di identificarsi con questa Cenerentola che ci parla in napoletano...come questa... o quell'altra... incontrata veramente un giorno a Napoli. Quasi tutti gli attori sono napoletani. Eravamo già arrivati al punto di "come raccontare questa storia" e c'era già una velata tristezza. Pensavamo al dopo spettacolo, ai saluti, molti non li avremmo più rivisti, ma con questo non potevamo fare niente. E allora tutto ritornava attraverso il teatro con le sue immagini più tenere e toccanti, un Pierrot, un vecchio clown che si allontana, i saltimbanchi di Daumier, Rouault. Abbiamo lavorato ancora e oggi un gruppo di saltimbanchi ci racconta la storia della Gatta Cenerentola.» Armando Punzo Prima rappresentazione Carcere di Volterra 15 luglio 1989 |