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15.7.99 «Non potremo scrivere la presentazione di questa nuova esperienza che alla fine del lavoro, dopo l'incontro con il pubblico. Solo allora sarà possibile parlare di quello che ha significato per noi l'incontro con questo testo e il suo punto di vista così radicale. Solo allora sarà possibile chiarire anche agli altri il nostro percorso. Altre parole in questa situazione potrebbero essere solo fuorvianti e non aiuterebbero alla comprensione. E' evidente che un autore quando arriva a pensare e a scrivere un testo come Insulti al Pubblico soffre di una ferita che tenta comunque di rimarginare, di una lacerazione che può sembrare spropositata agli occhi degli altri ma che evidentemente non ammmetteva altre soluzioni. Abbiamo incontrato questo testo in un momento particolare della nostra esistenza.Questa situazione ci è sembrata la più lontana dalle nostre aspirazioni e allo stesso tempo la più vicina. Le contraddizioni che hanno caratterizzato la scelta di questo testo sono la forma che prenderà lo spettacolo sotto gli occhi del pubblico.» 19.7.99 «Insulti al pubblico diventa l'ultimo spettacolo della Compagnia della Fortezza. Non è più possibile garantire il futuro di questa esperienza in queste condizioni. La notizia di questi giorni della negazione dell'Art. 21 ai detenuti-attori per realizzare lo spettacolo I Negri fuori dal carcere, durante VolterraTeatro, da parte dell'Ufficio IV del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, toglie ogni speranza ad un discorso di crescita professionale di questa Compagnia. Si continua a pensare che i detenuti debbano utilizzare i loro permessi personali per realizzare lo spettacolo fuori dalle mura del carcere, o che addirittura non si debba fare. Inutile da questo punto di vista il successo de I Negri nel maggio scorso al Teatro Valle di Roma dove i detenuti-attori hanno impegnato altre due giornate dei loro permessi. Non si è voluto concedere un segnale positivo al riconoscimento di lavoro . Il Protocollo di intesa sul Centro Nazionale Teatro e Carcere di cui si parla da anni resta assolutamente irrealizzato. Il lavoro di un anno si riduce quest'anno a due repliche all'interno del carcere. Un pensiero miope vuole ancora incatenarci, per comodità, a discorsi ipocritamente e falsamente rieducativi, non professionali e mai come azione contro il Teatro, contro l'immagine che gli altri hanno dell'attore e del teatro. E' assurdo, a distanza di tanti anni, avere la percezione che anche noi ci siamo conquistati un piccolissimo posto come fenomeni da baraccone, come animatori di second'ordine in questo villaggio globale dell'idiozia che ormai sembra avvolgere tutti. Ringraziamo l'ETI per il prezioso e significativo sostegno, gli Enti pubblici che finora ci hanno sostenuto, la Direzione del Carcere di Volterra e gli Agenti di Polizia Penitenziaria con una richiesta di aiuto per il futuro della Compagnia della Fortezza.» Armando Punzo Prima rappresentazione Carcere di Volterra 26-27 luglio 1999 |