Marat-Sade da Peter Weiss
regia Armando Punzo

Compagnia della Fortezza: Pasquale Gulisano, Costantino Perito, Marco Luoni, Massimo Ariostini, Domenico Russo, Francesco Capasso, Paolo Rizzo, Antonio D'Angelo, Giovanni Sutera, Sergio Colombo, Francesco Scimone, Giovanni Ferraro, Sebastano Tanasi, Pietro Colerta, Giovanni Muntoni, Francesco Penna, Tolbia Habib, Pietro Di Biase, Adriano Dell'Anna, Gennaro Marino, Gaetano La Rosa, Domenico Flaccomio, Nicola Bello, M. Z. Huzumboi, Ludovico Di Leva, Cataldo La Bianca, Santo Ferrante

musiche Pasquale Catalano
scene Valerio Di Pasquale, Gianni Gronchi, Armando Punzo
costumi Daria Guerrini, Giovanni Sutera
aiuto regia Annet Henneman
organizzazione Cinzia de Felice
segreteria Silvia Montorzi
ufficio stampa Sergio Marra
collaboratore Michele Bracciali

allestimento 1997 - credits

Produzione Carte Bianche



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Rivoluzione individuale o rivoluzione politica e sociale?
Il testo di Weiss, mettendo a confronto Marat e Sade, sembra volutamente non rispondere a questa domanda come se si trattasse di una futile dissertazione intellettuale, un pretesto per lasciar emergere altro. Di fatto, rende molto evidenti la struttura nella quale si svolge l'azione e i tentativi di censura del direttore del Manicomio, ogni qual volta un folle esce dal solco della rappresentazione.Ho proposto questo testo ai detenuti attori proprio partendo dall'apoteosi della scena finale.
Durante le ultime battute della recita, la situazione sfugge al controllo dei guardiani e del direttore che nel caos generale è obbligato a far calare il sipario, mentre Sade, alato, ride trionfante, facendoci intuire che l'epilogo non è casuale.
Oltre la rappresentazione c'è il caos, sembra suggerirci, ma anche il fermento di una nuova vita in embrione che fa paura, terrorizza per la sua incontrollabilità.
Ed è per questo che sarà necessario calare il sipario, nasconderla alla vista del pubblico, soffocarla, censurarla. Fin qui il testo unito alle nostre interpretazioni, la storiella ridotta all'osso per trovare un aggancio con i detenuti della Compagnia e un punto di partenza comune. Al di là di questo ci siamo noi: uomini, artisti e detenuti che si confrontano con il tema della rivoluzione, della censura e della paura nei confronti della vita.» Armando Punzo
Premio Ubu - miglior spettacolo dell'anno 1993
Prima rappresentazione Carcere di Volterra 20-21 luglio 1993
Tournée:
Volterrateatro, Piazza dei Priori 24-25 luglio 93
Teatro Verdi Pisa 15-16 dicembre 93
Teatro Porta Romana, Milano 1-2-3 febbraio 94
Teatro Carignano, Torino 7-8-9 giugno 94
Volterrateatro, Piazza dei Priori 23-24 luglio 94
Teatro Storchi, Modena 7 ottobre 94
Teatro Morlacchi, Perugia 29-30 ottobre 94
Teatro degli Animosi, Carrara 17-18 dicembre 94
Festival Internazionale Teatro, Ventimiglia 28 luglio 95
Volterrateatro, Piazza dei Priori 27 luglio 97