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"Una compagnia di negri recita per un pubblico di bianchi". Quando ho chiuso il testo per la prima volta ho pensato:i Negri sono loro.Un pensiero così semplice e allo stesso tempo così inquietante. Mi era capitato di vedere un altro spettacolo di questo autore e mi sono convinto che se Genet viene preso alla lettera e non viene in qualche modo "tradito", difficilmente si riesce a rendere la forza, la provocazione che i suoi testi contengono, e addirittura si corre il rischio di renderlo un autore letterario, prolisso, noioso. Mi sono chiesto come si doveva sentire Genet, cosa doveva essersi portato dentro, qual era stata la sua umiliazione, cosa aveva mosso la sua penna per arrivare a scrivere quelle cose e prendere allo stesso tempo distanza, attraverso la forma dei suoi scritti, dalla condizione biografica di partenza. Credo si tratti dell'incontro tra la disperazione ed una feroce autoironia. Abbiamo lavorato privilegiando questa condizione di fondo rispetto alla vicenda raccontata nel testo. Ci siamo chiesti, come suggerito dallo stesso Genet, cosa significa essere Negri, di che colore sono i Negri e, soprattutto, come ci si sente ad essere Negri. Fin dalle prime letture abbiamo dedicato questo lavoro a tutti quelli che in qualche modo ci hanno traditi e che ci sentiamo di ringraziare perché ci hanno ricordato chi siamo davvero, qual è il nostro posto e il nostro ruolo. Senza tutti coloro che hanno tradito le nostre speranze e senza coloro che con superficialità e leggerezza continueranno in questa pratica millenaria non avremmo mai potuto affrontare questo lavoro. Ci ha colpiti la consapevolezza raggiunta da questa compagnia di negri." Armando Punzo Premio Europa Nuove Realtà Teatrali - Taormina 1996 Premio Teatro Festival Parma-Banca Monte Parma Prima rappresentazione Carcere di Volterra 20-21-27 luglio 1996 Inaugurazione Teatro San Pietro Volterra 13-14-15 dicembre 1996 Volterrateatro, Teatro San Pietro 25-26 luglio 1997 |